Darby Sheew

E poi guardi “An Educaton” e capisci quanto l’amore da adolescenti sia così puro, ma pieno di insidie.

E poi guardi “An Educaton” e capisci quanto l’amore da adolescenti sia così puro, ma pieno di insidie.

“My head is on fire
But my legs are fine
Cause after all they are mine
Lay your clothes down on the floor
Close the door
Hold the phone
Show me how
No one’s ever gonna stop us now”

Carry On - fun.

Goodmorning everybody

Well, yesterday night, I read some pages of this book

http://it.wikipedia.org/wiki/Il_rapporto_Pelican_(romanzo)

It’s something special, I know that some people doesn’t know this book but…

Now I post something that I wrote a year ago… I’m sorry ‘bout the language… I’m italian so I wrote in italian.


  Il ragazzo lo guardava con un’espressione quasi assente: sapeva che quello che stava per dire , e soprattutto quello che stava accadendo, ed era accaduto, avrebbe cambiato per sempre quello che c’era tra di loro: un’amicizia che durava forse da troppi anni, e che lo portava ad isolarsi dal mondo intero quando stava con lui. Molti credevano che il loro rapporto andasse oltre una semplice amicizia, ma questo era tutto. Certo, loro erano più che amici, erano come fratelli, ma questo la gente non lo capiva; molti erano gelosi del loro rapporto, e cercavano di farsi forzatamente apprezzare dai due, soltanto per poi farsi beffe di loro. Per questi e altri motivi, i due ragazzi evitavano i luoghi comuni e tutto ciò che avrebbe potuto influenzare il loro rapporto. In quel momento, Ed capì che tutto quello che avevano costruito insieme, stava per svanire, e con esso la loro amicizia; per questo prese coraggio e parlò, seppur con un filo di voce.

“Non farlo, Sam!” 

"Fare cosa?" disse il ragazzo con quell’incoscienza che era solito contraddistinguerlo nei momenti di tensione. Sapeva benissimo a cosa alludeva Ed, ma preferiva far finta di non capire; il dolore che in quel momento attraversava ogni cellula del suo corpo era così evidente che avrebbe voluto urlarlo al mondo, scappare da quella città e sparire per un po’, se non per sempre. Sapeva che non sarebbe stato facile far capire all’amico quello che quella ragazza significava per lui, non sapeva se quello era amore, o una semplice infatuazione, quasi adolescenziale, voleva solo capire fin dove i suoi sentimenti potessero spingersi.

"Sai di cosa parlo…" La faccia di Ed era turbata, non sopportava quella situazione, e auspicava in un segno di comprensione da parte di quel ragazzo che aveva davanti a se, in cui sperava ancora di riconoscere quell’amico di cui si era sempre fidato, e che lo aveva accompagnato in tutti quegli anni nelle avventure più folli e nei dolori che più di tutti avevano segnato la loro vita, e che rimanevano evidenti nei loro giovani volti, come cicatrici indelebili nelle loro anime.

" Dimmelo tu, Ed"

"Sai bene di chi parlo. Sam, ti prego, non innamorarti di lei, lascia che vada per la sua strada.” Ed aveva gli occhi stanchi, quella scena se l’era immaginata miliardi e miliardi di volte, seppur in modo molto diverso. Aveva cercato con tutte le sue forze di reprimere quel dolore che da settimane gli cingeva lo stomaco. Era come se la cosa che più gli stava a cuore gli stesse sfuggendo, scivolando via dalle mani, e lui non riuscisse a fermarla.  

Sam avrebbe preferito non rispondere, lasciare che il tempo aggiustasse le cose, ma  sapeva che questo non sarebbe stato possibile. Inspirò ed espirò a lungo prima di rispondere: capiva che qualsiasi cosa avesse detto in quel momento, avrebbe ferito Ed. Vedeva il dolore nei suoi occhi, ma non poteva fare a meno di pensare a quel viso che aveva incontrato il suo sguardo, un mese fa. Provava per quella ragazza uno strano sentimento, e si logorava per non poterlo esprimere a parole.  

“Ed, io… non posso lasciarla andare, mi capisci” no, sapeva benissimo che l’amico non poteva capirlo, e si pentì subito dopo di quelle parole, dette troppo velocemente. All’improvviso sentì salire l’ansia e avvertì l’assurdo bisogno di scappare, e così fece, lasciando Ed in uno stato quasi confusionario. Andò a casa e si mise a piangere come mai aveva fatto prima. Sentiva di dover dare delle spiegazioni a Ed, ma non aveva il coraggio di andare da lui. Pensò di nuovo a lei, e si ricordò di come, in così poco tempo, gli aveva sconvolto la vita.

 Sentiva di essere legato a quella ragazza, ma allo stesso tempo era sconvolto da quello che provava per lei. E poi c’era Ed; non poteva non pensare a lui solo come ad un conoscente,  aveva imparato a conoscerlo molto bene in quegli anni, forse come mai nessuno era riuscito a fare, ma non riusciva a capire a pieno quello che l’amico provava in quel momento, e questo gli dava molto da pensare. Il legame che c’era tra loro era talmente forte che molto spesso faceva preoccupare entrambi, creando in loro sentimenti contrastanti, un misto d’odio, per quello che stavano passando, e una malinconia tale da farli piangere per giorni. Ed era come un fratello minore per Sam, e quest’ultimo si sentiva il dovere di prendersi cura di lui; molte volte questa responsabilità gli pesava non poco nella sua vita, che già era colma di problemi e pensieri e sensazioni che un ragazzo della sua età non avrebbe dovuto provare. Ma d’altronde aveva promesso, e una promessa è una promessa.  Doveva prendersi cura di Ed, e questo era tutto, non importava quanto quella promessa fosse stata rinnegata, sofferta: aveva dato la sua parola, e non poteva tornare indietro. Così, la loro amicizia era diventata un punto molto importante nelle loro vite. Certo, c’erano molte cose che Ed non capiva, o non approvava del carattere di Sam, ma questo non influenzava il loro rapporto. Ed in qualche modo, vedeva Sam come un secondo padre, e si affidava a lui ogni qual volta avesse avuto bisogno di un consiglio o di un aiuto.

Quello era successo un mese prima, Sam non lo volle mai raccontare.



Do you like it?!


 

Beh, qualcuno forse si chiederà che cosa mi ha spinto a postare la foto del libro che sto leggendo in questo momento, la risposta è semplice: questo libro ti entra nell’anima, ti attraversa per tutto il corpo, è qualco sa di inspiegabile, ma chi lo ha letto, probabilmente sa cosa provo. Il nome Darby l’ho preso in prestito dalla protagonista del romanzo e per il cognome Sheew, mi sono ispirata sempre a lei, una ragazza forte come poche.

Beh, qualcuno forse si chiederà che cosa mi ha spinto a postare la foto del libro che sto leggendo in questo momento, la risposta è semplice: questo libro ti entra nell’anima, ti attraversa per tutto il corpo, è qualco sa di inspiegabile, ma chi lo ha letto, probabilmente sa cosa provo. Il nome Darby l’ho preso in prestito dalla protagonista del romanzo e per il cognome Sheew, mi sono ispirata sempre a lei, una ragazza forte come poche.

I’m Darby Shew

Ok, let’s start.
Hi everybody, 

Well, in this blog I’ll try to make you happy with my photos, I’m not a professional photographer, but I’ll try my best to do something good. I show you some of my photos, then you can say me your impressions, your emotions,

Bye,

D.

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